Caffè

Non eccedere con le dosi

ma neanche con i timori

 

Assunta in modo eccessivo eccessivo la caffeina può provocare effetti nocivi. Uno studio per la commussione europea ha esaminato le quantità entro cui il consumo è sicuro.

La contengono i chicci del caffè, ma non solo. La caffeina è un composto chimico presente anche nei semi del cacao, e poi nelle foglie del tè, nelle bacche di guaranà, nella noce di cola. Così la si ritrova in una serie di alimenti come pasticcini, gelati, dolci, bibite a base di cola, oltre che le cosiddette "bevande energetiche", assieme ad altri ingredienti come la taurina e il glucuronolattone. E' inoltre contenuta, con la sinefrina, anche in alcuni integratori alimentari venduti come dimagranti e miglioratori della prestazione sportiva. Entra infine nella composizione di alcuni farmaci (tra cui vari analgesici) e perfino di prodotti cosmetici.

Gli effetti di questa sostanza, che l'uomo assume da lungo tempo, sono quelli ben noti di stimolazione del sistema nervoso centrale con l'effetto, a dosi moderate, di un aumento della lucidità mentale e una riduzione della sonnolenza. Assunta per bocca, la caffeina viene assorbita rapidamente e completamente dall'organismo; gli effetti stimolanti possono insorgere da 15 a 30 minuti dopo l'ingestione e permangono per alcune ore.

Avendo attività sostanzialmente farmacologica, anche la caffeina, come la maggior parte dei medicinali, non è priva di effetti negativi se assunta in alte dosi: tra quelli di breve termine su adulti e bambini rientrano disturbi del sistema nervoso centrale come sonno interrotto, ansia, variazioni del comportamento. A lungo termine, invece, il consumo eccessivo è stato associato a problemi cardiovascolari e, in donna gravide, a un ridotto sviluppo del feto.

I dubbi sulla sicurezza

Per questo sono state avanzate riserve, in alcuni paesi europei, circa la sicurezza del consumo di caffeina sia da parte della popolazione generale sia, in particolare, di gruppi particolari come colore che consumino caffeina assieme ad alcol o sostanze presenti nelle bevande energetiche. La Commissione di Bruxelles si è resa interprete di queste preoccupazioni chiedendo all'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) di valutare gli eventuali rischi provocati dalla sostanza.

L'Efsa ha esaminato le dosi entro le quali la caffeina proveniente da qualsiasi fonte alimentare, integratori compresi, non comporta inconvenienti per la salute, giungendo alle conclusioni riportate sotto per quanto riguarda gli adulti sani (anche in caso di intensa attività fisica), le donne in gravidanza e allattamento, i più piccoli, oltre che in caso di assunzone contemporanea di alcolici. 

L'Autorità ha inoltre concluso che gli altri componenti delle "bevande energetiche", alle concentrazioni normalmente presenti in questi prodotti, non influiscono sulla sicurezza di dosi singole di caffeina sino a 200 mg.

 

MAGAZINE Alphegafarmacia Marzo/Aprile 2016

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