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Ottobre in Rosa

Il mese della prevenzione del tumore al seno è tradizionalmente l’occasione per fare il punto sui progressi della scienza e sulle sempre maggiori possibilità di prevenzione, diagnosi precoce e cura.

Il tumore alla mammella è il più frequente dei tumori femminili. Strumenti diagnostici sempre più precoci e tempestivi hanno reso possibile l’individuazione di questo tumore fin nei primi stadi di sviluppo della malattia, quando il trattamento ha maggiori probabilità di essere efficace e le cure meno invasive, e questo ha permesso l’innalzamento della percentuale di guarigione e la riduzione della mortalità.

Il più frequente dei segnali di tumore alla mammella è la presenza, nell’80% dei casi, di un piccolo nodulo o di un addensamento mammario, che non provoca dolore e di cui ci si accorge quasi per caso, mentre si fa una doccia o durante lo sport. Per questo, il primo e più efficace strumento di diagnosi precoce sono proprio le nostre mani, attraverso l’autopalpazione del seno da eseguire una volta al mese, nei giorni successivi al ciclo mestruale. L’osservazione e l’autopalpazione periodica del seno permettono alla donna di essere più consapevole del proprio corpo e quindi anche di cogliere più facilmente eventuali cambiamenti. Se si dovesse avvertire la presenza di un nodulo, è bene avvisare subito il medico, che potrà valutare la situazione e avviare gli approfondimenti diagnostici necessari a stabilire la natura del nodulo.

A partire dai 25 anni di età è bene anche sottoporsi a una visita di controllo senologico. Sarà poi lo specialista, in base alla situazione donna, ai suoi fattori di rischio e al suo stile di vita, a indirizzarla verso il percorso di prevenzione più adatto alle sue esigenze. Di norma l’esame più noto e collaudato la mammografia, viene consigliato a partire dai 40 anni. È una tecnica diagnostica radiologica che consente di rilevare lesioni mammarie, addensamenti, calcificazioni e noduli, anche di pochi millimetri, e che andrebbe ripetuta a cadenza annuale. Sempre su indicazione del medico, alla mammografia può essere associata l’ecografia mammaria, altro esame strumentale che si è rivelato particolarmente affidabile nella diagnosi precoce. Dopo mesi in cui molti esami sono stati sospesi o rimandati a causa della pandemia, è ora importante ricominciare a prendersi cura della propria salute, mettendo in agenda i controlli periodici che non era stato possibile effettuare durante il lock down.

Fattori di rischio e prevenzione

Nell’insorgenza del tumore alla mammella entrano in gioco diversi fattori di rischio. Alcuni di questi, come età, familiarità, disfunzioni metaboliche, non possono essere modificati. Anche un approccio diverso alla maternità (la tendenza ad avere un numero minore di figli, e in età sempre più avanzata, oltre a un ridotto periodo di allattamento) o alcune condizioni ormonali (l’uso di contraccettivi orali, menarca precoce e menopausa tardiva, terapie ormonali) potrebbero avere un ruolo nell’aumento dell’incidenza di questa patologia.

Su alcuni fattori di rischio, legati soprattutto allo stile di vita, è invece possibile intervenire. Tenere sotto controllo il peso per evitare sovrappeso e obesità, mantenere una vita attiva (praticare attività sportiva ma anche abituarsi a muoversi spesso, anche solo semplicemente camminando), rinunciare al fumo e ridurre il consumo di alcol, sono tutti comportamenti virtuosi per la nostra salute. Anche un’alimentazione bilanciata è importante quando si parla di prevenzione: la nostra dieta, la dieta mediterranea, è ricca di frutta, verdura e antiossidanti come quelli dell’olio extravergine di oliva, che giocano un ruolo importante nella protezione dallo stress ossidativo e dagli stati infiammatori. Privilegiare le proteine magre (carne bianca, pesce azzurro o legumi), ridurre zuccheri complessi e i grassi, scegliere cereali integrali, preziosa fonte di fibre, sono altre buone abitudini a tavola che contribuiscono al nostro benessere e a svolgere una funzione protettiva anche nei confronti di alcuni tumori.