Il sonno che fa bene

Il sonno che fa bene

Dormire è un piacere, oltre che una necessità. Ma se non si riesce a farlo nel modo giusto, ci possono essere ripercussioni sul benessere di mente e corpo.

Occupa circa un terzo della nostra vita. Otto, infatti, è il numero medio di ore che andrebbero dedicate al sonno, con qualche variazione in base all’età. Sono molte di più per i neonati e per i bambini, dovrebbero essere 8/10 per gli adolescenti  e via via diminuire, fino ad assestarsi tra le 7 e le 9 ore in età adulta e 6/7 dopo i 65 anni. Tutto questo in teoria, perché in pratica le ore di sonno sono soggettive: c’è chi sente il bisogno di riposare anche oltre le ore consigliate e chi, invece, proprio non riesce a rimanere a letto un minuto di più. Tuttavia è bene non scendere sotto alle 6 ore di sonno in età adulta, perché dormire è necessario al mantenimento di un buono stato di salute psicofisica.

Perché il sonno fa bene alla salute

Il sonno è importante prima di tutto per permettere al corpo e alla mente di riposare. Ce ne accorgiamo dopo una notte insonne, o se non abbiamo dormito abbastanza per una notte o per un per un periodo prolungato, magari a causa di una preoccupazione, di un disturbo o di un forte stress: facile sentirsi affaticati, avere difficoltà di concentrazione e di memoria e risentirne anche dal punto di vista dell’umore. Le ore dedicate al sonno sono fondamentali, e lo sono per il mantenimento stesso delle funzioni vitali: la privazione totale del sonno per un lungo periodo porterebbe, infatti, alla morte.

Le ore di sonno non servono solo a riposare, perché non si è completamente passivi: il cervello continua la sua attività, anche se in modo diverso. Semplificando molto, possiamo dire che le varie fasi del sonno sono indispensabili al cervello per rielaborare le informazioni immagazzinate durante la veglia, trattenendo quelle  necessarie. Ma il sonno è anche utile per rimanere in salute: le persone che soffrono d’insonnia hanno valori notturni di pressione sanguigna più elevati e questo significa che possono correre il rischio di sviluppare disturbi cardiovascolari. I valori della pressione arteriosa, infatti, sono legati al ciclo sonno-veglia: durante il sonno la pressione scende e così il cuore può riposarsi, ma, se non si dorme, continua ad affaticarsi.

Rimedi per favorire il sonno

Esistono una serie di piccoli accorgimenti che possono favorire un migliore riposo. Prima di tutto, è bene cercare di creare una routine, andando a dormire e alzandosi più o meno sempre alla stessa ora, per non alterare i ritmi circadiani. Per una buona qualità del sonno è fondamentale l’ambiente: arieggiare la stanza prima di dormire permette di avere una buona qualità dell’aria e una temperatura non troppo elevata in camera. Meglio anche evitare di lasciare accese luci o anche solo i led degli apparecchi in stand by e naturalmente vanno banditi computer, tablet e smartphone dalla camera da letto. Se non si ama il buio totale può essere utile lasciare leggermente sollevata la tapparella, in modo che filtri la luce esterna e che al mattino sia quella naturale a darci il buongiorno. Per rilassarsi va bene leggere qualche pagina di un libro o sorseggiare una tisana (camomilla, valeriana, melissa, biancospino). Evitare anche di praticare sport prima di coricarsi perché le endorfine liberate con il movimento provocano uno stato di eccitazione che renderà difficile l’addormentamento e meglio rinunciare anche a cene troppo “impegnative”, con cibi piccanti o eccitanti come la caffeina.