Accogliere un gattino, cosa c’è da sapere?

Un trovatello o il nuovo nato nella cucciolata di amici: sono tante le occasioni che potrebbero portare un nuovo felino in casa. Ecco qualche consiglio.

Abbiamo volutamente usato il termine “accogliere” perché il gatto è, per definizione, l’animale domestico che più spesso non viene acquistato, ma ricevuto in dono da chi ha avuto una cucciolata, spesso grazie a un vivace passaparola.

Ma il fatto che non vi sia un esborso economico e che il gatto sia un animale molto facilmente gestibile non significa che si possa prendere questo impegno alla leggera: il più domestico dei felini è un animale assai longevo e condividerà con noi un bel pezzo di vita, diventando parte integrante della famiglia. Se quindi, si è sicuri di volersi assumere questo impegno, per accogliere un gattino non servono grandi acquisti o attrezzature. Se è stato svezzato in casa, dove ha vissuto con la mamma, sarà già abituato all’uso della lettiera, che va sempre tenuta molto pulita o il gatto sceglierà altri luoghi. Avrà bisogno di affilarsi gli artigli e per questo gli occorrerà un tiragraffi (o… un divano!). Gli si potrà proporre una cuccia, ma il gatto è molto indipendente anche nella scelta del luogo in cui dormire, e potrà optare per un termosifone, una pila di panni puliti nell’armadio o il luogo in cui riposano i suoi padroni. Se in casa è già presente un altro animale, è necessario adottare particolari precauzioni per introdurlo gradualmente, senza farlo sentire intimorito o respinto e senza offendere l’animale più anziano. Dal punto di vista sanitario, una volta effettuati i primi controlli dal veterinario, il gatto dovrà essere sottoposto alle vaccinazioni obbligatorie e, in base a dove si abita e a dove il gatto vivrà (in casa o all’aperto) eventualmente a quelle facoltative.