Cani e gatti: com’è la loro visione?

È vero che i gatti vedono al buio? E Come vedono i cani gli oggetti vicini? Distinguono tutti i colori? Sono tante le domande sul modo in cui i nostri amici a quattro zampe osservano il mondo: ecco qualche risposta.

Li abbiamo in casa con noi notte e giorno, eppure non smettiamo mai di stupirci quando li vediamo reagire in modo tanto diverso da noi ad alcuni stimoli. Sì, perché cane e gatto non vedono le cose allo stesso modo in cui le vediamo noi. Ci sono alcune importanti differenze, dovute, ovviamente, alla diverse funzioni che la natura ha assegnato loro.

Il mondo come appare a Fido

Come avviene nella maggior parte dei mammiferi, nella retina i cani hanno più bastoncelli (cellule visive specializzate nella vista crepuscolare) che coni (fotorecettori preposti, invece, alla visione diurna) e questo li porta ad avere una migliore capacità visiva quando scende la sera, una visione normale con una luce tenue e una minore percezione dei colori. E in pieno giorno? Se c’è tanta luce, il cane vede in modo leggermente sbiadito. Si dice spesso che i cani vedano in bianco e nero: non è esattamente così. La loro visione si basa su due lunghezze d’onda, quella del giallo e quella del blu, che sono molto più sensibili ai movimenti. Percepiscono i colori appartenenti a queste frequenze (giallo, verde e blu) molto meglio degli altri e confondono rosso, viola e arancione. Un po’ come succede per i daltonici. Il raggio visivo, invece, varia da razza a razza: nel levriero, per esempio, è più ampio che nel boxer. Ma è, in ogni caso, sempre più ampio di quello umano. Va precisato che la differenza visiva (in caso della vista da vicino, per esempio, in peggio rispetto all’uomo) è largamente compensata da un altro senso, l’olfatto, con il quale i cani possono percepire aspetti del mondo per noi totalmente inimmaginabili.

La vista dei gatti

Anche per i nostri felini il mondo è caratterizzato da colori, luci e movimenti diversi da come li percepiamo noi. Anzi, sono proprio le loro reazioni rapidissime, e la loro capacità di vedere nel buio (a cui non ci abituiamo mai!) a darci l’impressione che i gatti vedano in modo davvero molto diverso dal nostro. Prima di tutto, anche i gatti hanno un raggio visuale più ampio: proprio come i cani, vedono un’area maggiore osservando un punto fisso. (Per intenderci, se l’uomo vede a 180 gradi, i gatti arrivano a 200). I gatti vedono meglio lateralmente ma hanno qualche difficoltà in più sugli oggetti lontani e, come i cani e altri animali domestici, non vedono l’intera scala cromatica ma distinguono meglio le frequenze del blu, del verde e del giallo; meno quelle del rosso. Caratteristica principale della modalità visiva dei gatti, però, è certamente la visione notturna. Oltre ai già citati bastoncelli che prevalgono sui coni, il gatto ha dei recettori particolari in grado di amplificare la luce notturna. Questo li porta a vedere fino a 8 volte meglio dell’uomo nell’oscurità. Diverso, nei gatti, è anche il modo di percepire i movimenti: un oggetto (o un animale) che si muove lentissimo sarà percepito praticamente come fermo; ma non gli sfuggiranno i movimenti super rapidi, ai quali saprà reagire con altrettanta prontezza.