Colpo di calore nei bambini, come riconoscerlo

Il nostro corpo si sa adattare alle variazioni di temperatura, disperdendo calore con la sudorazione. Tuttavia, in caso di caldo e umidità eccessivi, e soprattutto nei bambini o nelle persone più fragili, questo meccanismo può incontrare qualche ostacolo

D’estate, quando le temperature si fanno torride e il tasso di umidità è molto elevato, al nostro organismo è richiesto un grande sforzo di termoregolazione, che avviene in modo naturale attraverso la superficie corporea mediante la traspirazione. Il nostro organismo, infatti, possiede sistemi di termoregolazione per mantenere costante la temperatura corporea indipendentemente dalle condizioni esterne, così, quando fa freddo ci muoviamo rapidamente (abbiamo i brividi) per scaldarci, mentre quando fa caldo disperdiamo il calore con la sudorazione. Nei bambini, che hanno a disposizione una superficie inferiore e in cui, soprattutto, il meccanismo di termoregolazione non è ancora maturo, è più facile che la temperatura si innalzi rapidamente e faccia fatica a scendere, soprattutto in ambienti scarsamente aerati, in presenza di umidità (che ostacola la traspirazione) oppure sotto il sole cocente. I sintomi del colpo di calore sono diversi e possono manifestarsi con maggiore o minore intensità: aumento repentino della temperatura corporea, mal di testa, nausea, svenimento, fino alla perdita di coscienza.

Come prevenire i colpi di calore

La prima regola è naturalmente, tenere i bambini al riparo dalle temperature troppo elevate e dall’umidità eccessiva. Potrà sembrare banale, ma è bene evitare di farli uscire a giocare nelle ore più calde e sotto il sole: non a caso, la saggezza popolare prevede qualche ora di riposo, a casa e al fresco, proprio durante le ore centrali. Evitare, poi, di esporre i bambini al sole diretto, specialmente nelle ore più calde. Se non possono fare a meno di uscire, proteggerli sempre con un cappellino e far loro indossare abiti chiari, in fibre naturali come cotone e lino.

In casa, è bene rinfrescare l’ambiente: non è necessaria l’aria condizionata (che, a sua volta può essere poco salutare per gli sbalzi termici); può essere sufficiente accendere un ventilatore, oppure creare una leggera corrente d’aria con le finestre o, ancora, tenere le tapparelle abbassate nelle stanze esposte al sole. Il condizionatore può essere fatto funzionare in modalità deumidificatore: l’aria meno umida è decisamente più sopportabile perché permette la traspirazione e darà l’impressione di essere anche più fresca, ma senza eccessi. Se si è all’aperto è bene sempre avere con sé una bottiglietta d’acqua e approfittare delle fontanelle per rinfrescarsi spesso testa e polsi. In casa, per rinfrescarsi si possono fare frequenti docce. E poi è importante idratarsi continuamente: bere spesso acqua non ghiacciata e mangiare tanta frutta, perché ricca di acqua, sali minerali e zuccheri che aiutano a rimanere in forze quando ci si sente particolarmente spossati. Ai bambini un po’ svogliati può essere proposta già sbucciata e a pezzettini, ma è bene abituarli a considerare la frutta come una gustosa merenda da gustare anche fuori casa, meglio di qualsiasi snack.

Cosa fare in caso di colpo di calore

Se tutto questo non fosse necessario e se il bambino dovesse manifestare i sintomi del colpo di calore, portarlo subito in un luogo ombreggiato e farlo distendere a terra con le gambe sollevate. Provare a somministrargli dell’acqua non fredda a piccoli sorsi. In caso di febbre alta, cercare di farla scendere con un antipiretico e rinfrescare corpo e testa con un panno bagnato e nel frattempo mettersi in contatto con il pediatra. Se la febbre non dovesse scendere o in caso di sintomi gravi come febbre altissima a rischio convulsioni, vomito o perdita di coscienza, occorre chiamare il 118 o recarsi immediatamente al pronto soccorso.