Creare i ricordi

Se è vero che la memoria è un fatto soggettivo, è vero anche che è possibile imparare a costruire dei ricordi, dando valore a quello che succede e imparando a raccontarlo e a riviverlo

Fin dove può arrivare la memoria? L’età media alla quale risalgono i nostri primi ricordi è circa tre anni e mezzo. Pochissimi hanno ricordi precedenti che non siano soltanto dei brevi flash, mentre altre persone hanno ricordi più tardivi. Se si ha l’impressione di avere ricordi precedenti, è molto probabile che si tratti di “falsi ricordi”, cioè immagini immagazzinate nella mente ma non attribuibili all’esperienza personale, bensì ai racconti, ripetuti, che abbiamo ascoltato di un determinato evento, visualizzandolo e facendo nostre le immagini e le sensazioni elaborate come se le avessimo veramente vissute. Come molti fatti umani, anche la memoria, però, è soggettiva; dipende, cioè, da caratteristiche individuali. Tuttavia la formazione dei ricordi è un processo che è stato a lungo analizzato, sia dal punto di vista psicologico sia delle neuroscienze e perfino della sociologia e uno degli aspetti rilevati è che nella costruzione dei ricordi può concorrere anche anche una componente culturale; popoli nei quali la tradizione familiare, l’esperienza personale e il passato sono spesso evidenziati, hanno, di norma, ricordi più precoci di altri in cui questo aspetto ha un valore sociale minore. Ecco perché è possibile contribuire a “costruire” dei ricordi positivi, che faranno parte della memoria dei nostri figli e dei nostri nipoti una volta cresciuti.

Come costruire ricordi duraturi

La nostra vita è fatta di momenti che si susseguono, spesso senza che siano particolarmente evidenziati. Momenti che viviamo e che passano, non lasciando tracce a lungo. Per contribuire a imprimere questi momenti nella memoria, il metodo più semplice e più naturale per l’uomo è la sua narrazione. Raccontare un fatto, dopo che lo si è vissuto, è un modo per tornare a farlo rivivere e per favorirne il ricordo. Molte opere del passato sono arrivate a noi esclusivamente grazie a questo metodo. Per incentivare i più piccoli a conservare il ricordo di eventi, di momenti e di persone, è utile ripercorrere con loro i fatti vissuti, partendo dagli episodi della giornata appena trascorsa, soprattutto se li si invita a legarli a qualche particolare emozione. Sarà più facile imprimere nella memoria un fatto al quale corrisponde un’emozione, per questo abituare il bambino a esprimere un parere su un fatto successo (mi è piaciuto/non mi è piaciuto, sono felice per aver fatto questo, sono contento quando vado in quel posto) è utile a creare ricordi. Un altro metodo è quello di conservare oggetti (bigliettini, fotografie, ritagli, disegni, racconti) in un album o in una scatola dei ricordi e di riguardarli periodicamente, invitando il bambino a raccontare quell’episodio meglio se, ancora una volta, legandolo alle proprie impressioni ed emozioni. Infine, per creare ricordi è importante aprire la propria vita alla fantasia e agli attimi di felicità: un bambino ricorderà quella corsa sfrenata giù per i campi, quel tuffo nell’acqua gelida e tutti gli episodi legati anche a un po’ di innocente “trasgressione”, ancora meglio se all’aria aperta e insieme alle altre persone.