Diecimila passi al giorno per stare bene

Diecimila passi ogni giorno sono una delle raccomandazioni per restare in forma. Ma da dove arriva questo numero? E perché proprio diecimila? Proviamo a scoprirlo.

Avete presente quelle cifre soglia (di solito cifre tonde) che sembrano scandire i ritmi o le regole delle nostre giornate? Cento capelli al giorno sono quelli che possiamo perdere senza preoccuparci troppo, otto le ore di sonno da concedersi ogni notte per stare bene, cinque le porzioni di frutta e verdura da consumare quotidianamente. E poi ci sono i famosi diecimila passi. Una “regola” di benessere che tutti dovremmo seguire ma che in una realtà fatta di casa e lavoro, magari con uscita la mattina presto e rientro alla sera tardi, può diventare assai complicata.

Ma sono davvero necessari proprio diecimila passi al giorno? E come nasce questo numero? Un articolo apparso di recente sul quotidiano britannico The Guardian ricorda che l’origine di questa “regola” risale al 1964, quando durante le olimpiadi di Tokyo tutta la popolazione giapponese si lasciò coinvolgere dall’entusiasmo portato in città dagli atleti in gara, al punto che grande successo riscosse un dispositivo contapassi da applicare alla cintura, dal nome che in lingua giapponese significa proprio “contatore dei diecimila passi”. Da qui la tradizione, poi esportata anche in altri Paesi e tramandata attraverso le generazioni.

Muoversi per stare bene

La verità è che non esiste una distanza valida per tutti da percorrere giornalmente. Ciò che conta è cominciare a muoversi per modificare il proprio stile di vita abbandonando la sedentarietà, che riguarda più della metà della popolazione e che ogni anno, in Italia, è responsabile quasi del 15% di tutti i decessi, pari a circa 90 mila morti all’anno, e costa al Sistema sanitario nazionale 1,6 miliardi di euro. Diecimila passi, che equivalgono circa a sette/otto chilometri, sono una cifra orientativa, caldeggiata anche dall’Organizzazione mondiale della Sanità, ma costituiscono un bel po’ di strada per chi conduce una vita sedentaria e potrebbero risultare un traguardo fin troppo ambizioso, con il rischio opposto, che cioè ci si senta poco motivati di fronte a uno sforzo ritenuto eccessivo. La risposta, come sempre, implica buon senso e gradualità. È certo che camminare faccia bene a tutti, ma se si è sempre stati sedentari è meglio partire da piccoli, ma costanti, cambiamenti, per permettere al corpo di abituarsi al nuovo stile di vita.

Si può cominciare da pochi minuti al giorno, anche soltanto dieci o quindici, a passo sostenuto, per poi arrivare a camminare almeno mezz’ora, dapprima tre volte alla settimana e poi tutti i giorni. E non soltanto per bruciare calorie e perdere peso: a trarne beneficio saranno il tono muscolare, la struttura ossea, la pressione sanguigna e il sistema cardiocircolatorio, con benefici anche sul metabolismo. Il movimento fisico, inoltre, fa bene all’umore e permette di riposare meglio la notte.

Attenzione, però: se si è in sovrappeso, se non si hanno più vent’anni o se si soffre di qualche disturbo, è necessario prima confrontarsi con il proprio medico, che potrebbe prescrivere qualche accertamento oppure suggerire un tipo di allenamento più indicato alla propria situazione.