Donare il sangue, un atto di responsabilità

Un gesto, libero, anonimo, sicuro e generoso. Che oltretutto, permette di sottoporsi gratuitamente a importanti controlli per la propria salute. Tanti sono i motivi per donare il sangue.

A ciascuno di noi e dei nostri figli potrebbe capitare, nel corso della vita, di avere bisogno di una trasfusione di sangue o di emoderivati. Il sangue, però, non può essere prodotto artificialmente: l’unica fonte sono i donatori volontari. Ma il sangue donato dai volontari è sufficiente a coprire il fabbisogno? Dipende da tanti fattori: dalla località (ci sono regioni più virtuose in cui le donazioni sono sufficienti, altre che sono costrette a richiederlo fuori), dal momento dell’anno (i periodi più critici sono l’estate, quando anche i donatori vanno in vacanza, e l’inverno, quando si registra il picco di influenza). E poi c’è anche un fatto anagrafico: i donatori sono per la maggior parte persone che donano da anni, e che prima o poi dovranno smettere per limiti di età. Manca un vero e proprio ricambio generazionale. Insomma, c’è bisogno anche dei giovani.

Requisiti ed esami

Per donare il sangue bisogna avere compiuto 18 anni, godere di buona salute e pesare almeno 50 kg. Bisogna poi che pressione e alcuni valori ematici rientrino in determinati parametri, e occorre non avere avuto comportamenti a rischio. Il donatore viene, comunque sottoposto sia a un colloquio, sia a un serie di esami che servono per accertare e tenere sotto controllo lo stato di salute, per determinare l’idoneità alla donazione e a quale tipo di donazione. Infatti, può essere donato il sangue intero ma anche solo il plasma o le piastrine. La donazione di sangue intero può essere fatta 4 volte l’anno dagli uomini e due dalle donne in età fertile e l’intervallo minimo tra ogni donazione deve essere di 90 giorni. Infine, nonostante il prelievo duri pochi minuti, al donatore è concesso, per legge, un giorno di permesso lavorativo retribuito.