Donna, i controlli di prevenzione

Si prende cura della salute di tutta la famiglia, ma spesso la donna finisce col trascurare la propria. Ecco una guida sintetica e non esaustiva dei controllo da eseguire nelle diverse età.

La donna è la prima “caregiver” della famiglia; è colei, cioè, che si occupa maggiormente della salute dei figli, delle vaccinazioni e delle visite, che si prende cura dei genitori anziani e spesso si dedica anche alla salute del proprio compagno, esortandolo a sottoporsi a visite e controlli. È, generalmente, la donna che detta anche lo “stile di vita” della famiglia, attraverso le scelte alimentari e la gestione delle attività sportive dei figli. Ma, sempre in prima linea tra la cura della famiglia e gli impegni di lavoro, spesso finisce col mettere all’ultimo posto della lista proprio visite e controlli legati alla propria salute. Eppure ci sono alcuni appuntamenti con la prevenzione che tutte le donne dovrebbero conoscere e mai trascurare.

La prevenzione rosa

Il primo contatto con la prevenzione al femminile si ha, di solito, quando cominciano i primi rapporti sessuali. È il momento di sottoporsi alla prima visita ginecologia per valutare il giusto contraccettivo e per intervenire in caso di irregolarità o problematiche legate al ciclo mestruale. I consultori sono pubblici e offrono a tutte le giovani donne controlli gratuiti e consulenze sulla contraccezione. Eventualmente, su parere del medico, ci si potrà già sottoporre al primo pap test. Questo esame della cervice uterina, un tempo unico esame utile per indagare lesioni precancerose del collo dell’utero, non dovrà più essere ripetuto ogni anno. Oggi si preferisce l’Hpv-Dna test, da ripetersi con cadenza quinquennale. Il pap test potrà comunque essere eseguito ogni tre anni.

Sarà il ginecologo, nel corso della visita annuale di controllo, a fornire alla donna, a seconda dell’età, le indicazioni per sottoporsi a visita senologica, mammografia ed ecografia mammaria. In generale, anche prima dei 50 anni, cioè l’età prevista per gli screening nazionali per la prevenzione del tumore della mammella, è bene effettuare una mammografia a cadenza biennale, ricorrendo all’eventuale ecografia di approfondimento su segnalazione del medico. A partire dai 50 anni, gli screening nazionali prevedono anche i controlli di prevenzione dei tumori del colon-retto, attraverso la ricerca del sangue occulto nelle feci. Il ginecologo torna a essere centrale in menopausa: sarà lo specialista a guidare la donna nell’eventuale scelta della terapia ormonale sostitutiva e a valutare i controlli che riguardano, per esempio, la fragilità ossea, responsabile dell’osteoporosi.

Fin dalla giovane età è bene effettuare almeno una visita di controllo dei nei; sarà poi il dermatologo a consigliare la frequenza dei successivi controlli, anche in base ai fattori di rischio individuali come il fototipo, la familiarità e la presenza di nei irregolari o in rilievo.

Il ruolo del medico di medicina generale

Va precisato, infine, che ciascuno ha una situazione personale e specifica che potrebbe richiedere indicazioni diverse rispetto, per esempio, agli screening nazionali (che riguardano, appunto, la media della popolazione). Per questo la figura di riferimento per la prevenzione delle diverse patologie e nel corso della vita deve essere, a partire dai 14 anni di età, il medico di medicina generale. Per saperne di più sulle visite e sui controlli da effettuare in ogni fascia d’età, sul sito del Ministero della Salute (salute.gov.it) è possibile consultare il Calendario della prevenzione con i controlli, gli esami e gli screening da eseguire per una corretta prevenzione.