“Pet” e punture d’insetto, che fare?

L’estate è divertimento, gioco e allegria, non soltanto per noi, ma anche per i nostri animali domestici. Ma parassiti e insetti possono essere fastidiosi e scomodi compagni di gioco. Ecco come difendersi.

Il ronzio delle zanzare e le loro fastidiose punture sono tra i maggiori inconvenienti delle sere d’estate. Non soltanto delle sere, per la verità, perché gli insetti sono pronti a colpire anche di giorno, togliendo il piacere di trascorrere del tempo all’aria aperta. E le potenziali vittime non siamo soltanto noi umani. Anche i nostri amici a quattro zampe, vivaci e sempre curiosi di esplorare il mondo, attratti in modo irresistibile da piante e fiori, colori e profumi, possono trasformarsi in facili e vulnerabili prede per insetti e parassiti.

In caso di punture d’api, vespe o calabroni, bisogna subito contattare il veterinario, perché oltre a dolore, tumefazione e gonfiore, questo tipo di puntura può provocare shock anafilattico. Cercare di estrarre da soli il pungiglione, inoltre, è difficile e può anche essere pericoloso, perché il rischio è che questi penetri ancor più in profondità.

Anche le punture di zanzara non vanno sottovalutate, perché oltre al fastidio, al bruciore e al prurito, che gli animali contrastano grattandosi vigorosamente e provocandosi lesioni, possono scatenare reazioni allergiche e veicolare malattie gravi, come la filariosi. Per proteggere i nostri animali dalle zanzare, la prevenzione è l’unica possibilità: oltre ai tradizionali rimedi usati per riparare l’ambiente domestico e il giardino sono disponibili antiparassitari ad ampio spettro, che oltre a proteggere dalle zecche e dalle pulci, possono svolgere anche un’azione protettiva dalle zanzare. In caso di puntura, come negli esseri umani, può essere utile ricorrere al ghiaccio. L’azione vasocostrittrice del freddo apporterà immediato sollievo e permetterà di limitare il prurito. Altro possibile rimedio è il bicarbonato di sodio sciolto in un po’ d’acqua e mescolato fino a ottenere una poltiglia da spalmare sull’area interessata.  

Difendersi dalla leishmaniosi

Discorso a parte va fatto per la leishmaniosi, una malattia molto diffusa e grave per il cane, che può colpire anche l'uomo. Nonostante esistano cure e farmaci per tenerne sotto controllo i sintomi, il cane non può guarire, per questo è indispensabile attuare un’adeguata prevenzione e riconoscerne i sintomi. La leishmaniosi si trasmette al cane attraverso la puntura di un insetto, il flebotomo o pappatacio (noto anche come “mosca della sabbia”) che assomiglia a una piccola zanzara. Non sempre l’infezione porta allo sviluppo della malattia, tuttavia se nel cane si notano sintomi quali perdita di peso o di appetito, stanchezza, perdita di pelo e linfonodi ingrossati, è necessario rivolgersi immediatamente al veterinario. Per difendere il cane dalla leishmaniosi è disponibile una vaccinazione che, non offrendo una copertura del 100%, può essere integrata con un’azione preventiva. Bisogna prima di tutto ridurre al minimo la possibilità di puntura dei pappataci utilizzando gli appositi antiparassitari e, se possibile, evitare di far dormire l’animale all’aperto di notte, per limitare l’esposizione notturna al parassita. Tutti i sistemi di protezione dell’ambiente domestico, infine, sono utili, perché i flebotomi sono simili alle zanzare: zanzariere, insetticidi e repellenti ambientali contribuiscono alla sicurezza dell’ambiente in cui vive anche il cane.