Portarsi il pranzo da casa? Idee per una “schiscetta” sana

Pausa pranzo in ufficio? Perché sia davvero una “pausa” è meglio evitare di restare alla scrivania. Pranzare con i colleghi o uscire all’aria aperta permette di ricaricarsi e ritrovare più facilmente la concentrazione. E il cibo? Un piccolo menu completo di tutto, in forma ridotta.

Se le grandi aziende dispongono quasi sempre di una mensa interna nella quale i dipendenti possono consumare pasti completi, non tutti i luoghi di lavoro possono avere a disposizione spazi di questo tipo. Spesso le piccole aziende o gli studi offrono dei “buoni pasto” a titolo di rimborso, ma di frequente il valore del buono non raggiunge la cifra necessaria a consumare un intero pasto al ristorante, a meno che non ci accontenti di un panino o di un pasto al fast food: soluzione che può andare bene occasionalmente ma che, a lungo andare, provocherebbe problemi di salute. Esigenze economiche ma anche di poco tempo a disposizione costringono spesso, così, a trovare soluzioni alternative, come portarsi il pasto da casa.

Pausa pranzo in salute

Come organizzarsi? Il trasporto non è di per sé un problema: oggi esistono contenitori specifici, molto pratici e poco ingombranti, divisi a scomparti, a chiusura ermetica, riscaldabili al microonde e con la possibilità perfino di mantenersi caldi grazie ad attacchi usb da collegare al computer o alla presa elettrica, come un cellulare. Più complessa potrebbe essere la scelta dei cibi da portarsi, la loro preparazione e il loro inserimento nel programma alimentare giornaliero e settimanale, personale e della famiglia. Per essere sano e bilanciato, il pasto dovrebbe comprendere proteine, carboidrati e cereali e, soprattutto, verdure. Nutriente ma leggero deve essere la regola del pranzo al lavoro: per questo vanno evitati fritti, piatti troppo pesanti con sughi e intingoli ricchi di condimento o troppo ripetitivi. Se non ci sono esigenze dietetiche o restrizioni nutrizionali specifiche, per via di allergie, intolleranze o motivi di salute (in questi casi il menù non va improvvisato ma va elaborato con il supporto di un nutrizionista), l’ideale potrebbe essere un’insalata di pasta integrale o di riso con verdure e con l’aggiunta di una parte proteica come carne bianca, pesce o legumi. In estate una soluzione facile e pratica sono le insalatone, da condire a piacimento, mentre in inverno può essere molto gradito un piatto caldo, come una zuppa di verdure, cereali o legumi, non troppo liquida, da arricchire con qualche crostino. Una frittata con verdure accompagnata da pane o cracker è un altro esempio di pasto completo di tutti i nutrienti, così come una mousse di legumi da spalmare su fette di pane, con contorno di pomodorini o verdure. La frutta, che non deve mai mancare, può essere consumata anche lontano dal pasto, come spuntino leggero di metà mattina e di metà pomeriggio, alternandola a uno yogurt o a un po’ frutta secca.

Dove consumare il pranzo portato da casa

In alcuni posti di lavoro viene messo a disposizione un locale attrezzato con alcuni servizi di cucina, come frigorifero, fornelli o forno a microonde per conservare e scaldare le pietanze. Laddove non fosse possibile, si possono utilizzare contenitori termici che mantengono la temperatura per alcune ore. Evitare, se possibile, di restare seduti alla propria scrivania, davanti al computer: cambiare ambiente permette di staccare, di ricaricarsi e di ritrovare, alla ripresa del lavoro, una migliore concentrazione. Pranzare con gli altri colleghi in locali appositi, se consentito dal regolamento aziendale, permette di incontrarsi e parlare. Se poi si ha la fortuna di lavorare vicino a un parco o a un luogo immerso nella natura, non c’è niente di meglio (e più sano) di una pausa pranzo all’aria aperta!