Quando il rientro è difficile

Tornare alla vita di sempre può influire sull’umore e portare una serie di disturbi che tolgono la voglia di fare. Un po’ di malumore è del tutto normale, ma, se la situazione non dovesse migliorare è meglio correre ai ripari.

Rientrare al lavoro dopo la pausa estiva può risultare più faticoso del previsto. La spensierata leggerezza che ci ha accompagnati durante le vacanze lascia il posto agli impegni, agli orari rigidi, alle preoccupazioni della vita lavorativa e delle incombenze quotidiane e si finisce col sentirsi un po’ svogliati, stanchi, quasi come se le vacanze non ci fossero mai state. Si tratta di una fase del tutto normale, destinata a rientrare nel giro di pochi giorni, quando la nuova routine ci avrà di nuovo assorbito e avremo ricominciato a trovare stimoli e motivazioni nelle nostre attività quotidiane. Tuttavia a volte questo malessere può protrarsi per qualche settimana e talvolta arrivare fino alla stagione fredda. A contribuire al senso di disagio non è soltanto la fine delle vacanze. Vi sono una serie di elementi, tra cui il variare delle temperature e delle ore di luce che hanno un forte impatto sul nostro stato emotivo, al punto che questo malessere viene definito con un nome preciso - disordine affettivo stagionale (SAD) - caratterizzato da un insieme di sintomi paragonabili a una lieve forma depressiva: stanchezza, scarsa motivazione, poca voglia di alzarsi dal letto. Le cause fisiologiche risiederebbero nella mutata produzione di serotonina, chiamato anche ormone del buonumore, mutate con il variare delle ore di luce. Tutto ciò può portare a un circolo vizioso: cattivo umore, irritabilità, tristezza, molto tempo trascorso a letto o sul divano (a cui non corrisponde un’adeguata qualità del sonno) e conseguente mancata attività fisica possono portare a mangiare di più e a prendere peso. In questo modo anche il sistema immunitario può risentirne, facendoci ammalare di più, complici anche gli sbalzi di temperatura.

Come uscirne

Come dicevamo, un lieve malessere transitorio è del tutto normale, ma è bene reagire subito per evitare di entrare nella spirale negativa. Come fare, quindi? Per cominciare, è bene cercare di regolarizzare gli orari: sforzarsi di alzarsi presto anche se costa fatica, fare colazione (può andare bene anche soltanto un frutto) e cercare di fare un po’ di attività fisica, meglio se all’aria aperta per godere dell’ultimo sole e per permettere al corpo di produrre le endorfine che risolleveranno l’umore. Il mese di settembre è anche quello in cui le varie attività ricominciano e può essere utile scegliere uno sport a cui iscriversi, magari in compagnia di una persona amica, per aiutarsi reciprocamente a mantenere l’impegno. Ma anche un corso (di fotografia, di ballo, di pittura, di quello che vi fa stare bene), un nuovo hobby, del volontariato sono attività che fanno bene e che permettono anche di guardare ai propri problemi sotto altri punti di vista. Queste sono buone norme che valgono quando si avverte un senso di spossatezza o di apatia, dovuti al cambio di stagione e alla ripresa delle attività. Se i sintomi dovessero persistere, se si ha l’impressione che questo malessere non migliori e che possa essere un principio di depressione, è bene rivolgersi al proprio medico.