Questioni… di cuore!

No, non abbiamo aperto una rubrica dedicata all’amore: vogliamo parlare del benessere del nostro organo più prezioso, il vero motore del nostro corpo. La sua salute è anche nelle nostre mani perché tanto si può fare attraverso la prevenzione.

Non si parla mai abbastanza di cuore e di malattie cardiovascolari. Ancora oggi, infatti, rappresentano la prima causa di morte in Italia e in tutto il mondo. Eppure molte di queste malattie si possono prevenire, sottoponendosi regolarmente ai controlli consigliati in base all’età e attraverso l’adozione di un corretto stile di vita. Come ci ricorda il Ministero della Salute, non solo il rischio cardiovascolare è reversibile, ma la riduzione dei livelli dei fattori di rischio porta a una diminuzione degli eventi e della gravità degli stessi. Ecco perché è importante mettere in atto tutta una serie di comportamenti di prevenzione, volti a preservare la salute del cuore e della circolazione. Vediamo quali.

I “tre moschettieri” della salute cardiovascolare

Il benessere cardiovascolare si fonda su tre capisaldi che non soltanto sono alla nostra portata, ma che letteralmente dipendono da noi e dalla nostra volontà. Il primo è non fumare. Il fumo, infatti, influisce pesantemente sulla salute cardiovascolare e lo fa in diversi modi: aumenta la pressione sanguigna, riduce la quantità di ossigeno che arriva al cuore, danneggia la parete interna dei vasi sanguigni, favorisce la vasocostrizione delle arterie e la probabilità di sviluppare placche e trombi nei vasi sanguigni, causa di ictus e infarto. I fumatori hanno da due a quattro volte più probabilità di andare incontro a una malattia cardiovascolare rispetto ai non fumatori. L’invito a chi fuma è di smettere prima possibile: in un anno si può già ridurre il rischio di malattie cardiovascolari e dopo vent’anni il rischio si avvicina a quello di chi non ha mai fumato. Non dimentichiamoci, poi, del fumo passivo, che nuoce ai nostri figli, agli anziani, alle categorie più fragili quasi come se fumassero.

Altro fattore direttamente connesso con l’insorgere di malattie cardiovascolari è l’alimentazione. La qualità e la varietà del cibo che mettiamo in tavola condizionano in maniera diretta il nostro stato di salute, e, in particolare, una cattiva alimentazione è causa comprovata di sovrappeso, obesità, ipercolesterolemia e ipertensione arteriosa, i principali responsabili delle malattie cardiovascolari. Noi italiani siamo molto fortunati: per territorio, cultura e tradizione siamo abituati a mangiare bene. La cosa importante è moderare le quantità e soprattutto cercare di seguire il più possibile una dieta varia e leggera, nella quale dare ampio spazio a frutta e verdura, all’olio extravergine di oliva, a cereali integrali e alle proteine magre, come quelle del pesce, della carne bianca e dei legumi. Fin da piccoli, poi, è bene evitare il consumo di dolciumi, merendine, snack dolci e salati e bevande zuccherate, tenendo anche sotto controllo l’aggiunta di zucchero e sale in cibi e bevande, perché troppo spesso ne contengono già a sufficienza.

Passiamo ora al terzo (ma non meno importante) pilastro per la salute del nostro cuore: l’attività fisica. Il nostro corpo, per restare in salute, ha bisogno di muoversi. La sedentarietà è un enorme fattore di rischio per le malattie cardiovascolari: le persone sedentarie hanno un rischio doppio di subire un attacco cardiaco e, se questo si verifica, hanno un rischio di morte tre volte superiore rispetto alle persone che svolgono regolarmente attività fisica. Praticare movimento fa bene al cuore perché permette di tenere sotto controllo il peso, di mantenere la pressione arteriosa a livelli adeguati, di prevenire colesterolo e diabete. Inoltre, contribuisce a tenere sotto controllo lo stress, altro male dei nostri tempi e fattore di rischio di infarto. Non serve essere campioni: per cominciare basta qualche passeggiata, per poi arrivare a camminare almeno 30 minuti al giorno, cinque volte alla settimana.