Smartphone: forse non tutti sanno che…

È sempre con noi, ci tiene in contatto con gli amici, ci guida nel traffico, ci aiuta a prenotare il ristorante o le vacanze. Ma siamo proprio sicuri che faccia solo bene? Ecco una serie di effetti collaterali dello smartphone sulla nostra salute.

Lo smartphone è un compagno relativamente giovane delle nostre vite. Gli effetti a lungo termine non sono, pertanto, ancora tutti conosciuti, eppure esiste già una lunga serie di problemi che questo ormai indispensabile oggetto provoca sul nostro organismo. Uno dei principali disturbi riguarda gli effetti dannosi della luce blu. Si stima che tra cellulare, pc, tablet e televisore, ogni persona trascorra, in media, almeno sei ore al giorno esposto alla luce blu. Questo tipo di luce può provocare danni alla retina e, secondo alcune recenti ricerche, anche alla pelle, rendendosi responsabile di invecchiamento precoce e perfino di danni cellulari. La luce blu, inoltre, interferisce con la produzione di melatonina, per questo può causare disturbi del sonno, soprattutto se si ha l’abitudine di dare un’occhiata al cellulare quando si è già coricati. Ma i danni principali da smartphone, soprattutto se usato di notte, riguardano la vista: guardare di continuo lo schermo, alla lunga, affaticherà la vista provocando visione offuscata, vertigini, occhio secco. Il continuo sforzo, inoltre, è la prima causa di mal di testa. È bene, quindi, evitare di portare lo smartphone in camera da letto, per non cadere nella tentazione di consultarlo, soprattutto al buio. La funzione notturna, ormai presente nei dispositivi di ultima generazione, è assolutamente indispensabile, ma attutisce, e non risolve, il problema.

Postura e problemi articolari
Un altro effetto importante dei device elettronici riguarda i problemi articolari. Il gesto, ripetuto centinaia di volte, di scorrere il dito lungo lo schermo per leggere gli aggiornamenti può causare infiammazione dei tendini, tunnel carpale, crampi e dolori. Ma non solo: utilizzare a lungo il cellulare sta influendo in modo pesante sulla nostra postura, causando dolori e contratture al collo e alla schiena. Un modo per ovviare a questi fastidi è, oltre a cercare di usarlo meno, tenerlo di fronte a sé invece che in basso, perché questa posizione costringe il collo a una piega innaturale. Va detto, poi, che la comodità di avere “tutto a portata di smartphone” ci sta rendendo, inevitabilmente, più sedentari, perché per molte attività non c’è più nemmeno bisogno di alzarsi: basta un touch.

La vibrazione fantasma
Esistono poi altri danni da smartphone, più impalpabili e quindi meno dimostrabili e che riguardano quel senso di paura che si ha all’idea di perdere lo smartphone (questa paura ha addirittura un nome: nomofobia, che deriva da “no-mobile” e fobia) inteso sia come oggetto (che ha un discreto valore economico), sia di tutto ciò che rappresenta. La paura, cioè di essere “tagliati fuori”, di perdersi qualcosa di importante. L’ansia da smartphone fa sì che si arrivi a sentire la vibrazione anche quando non c’è. E c’è anche il risvolto della medaglia: non sentirla provoca a sua volta ansia, portando a controllare ossessivamente il telefono per vedere se ci sono notifiche.
Difficile rinunciare, ma l’estate potrebbe essere una buona occasione per posare lo smartphone e gustarsi la vita vera, almeno per un po’.