Sotto il sole, ma ben protetti

L’importanza della protezione solare in base al proprio fototipo, senza dimenticare la questione ambientale. 

Fotoprotezione? Tutti la conoscono, ma non tutti la utilizzano come si deve. I giovani italiani, in particolare, sembrano molto meno propensi a proteggersi dei propri coetanei europei, che invece sono più prudenti. Le più consapevoli sembrano essere le mamme e le persone non più giovanissime: categorie notoriamente più attente alla propria salute e a quella della famiglia.

Sono tanti i luoghi comuni che riguardano la protezione solare e che portano a un suo utilizzo non corretto o, perfino a un suo mancato utilizzo: si teme che non la crema non ci si abbronzi (falso! Ci protegge dai danni a lungo termine e dalle scottature, permettendo all’abbronzatura di durare di più); si ritiene che una volta spalmati di crema solare si possa stare al sole una giornata intera (falso! Le ore centrali sono da evitare e la protezione serve solo a prolungare il periodo di tempo in cui il sole non fa ancora danni; per questo va riapplicata ogni due/tre ore e dopo ogni bagno). Si pensa, inoltre, che la protezione solare serva soltanto nei primi giorni, quando si è ancora “chiari”; in realtà è necessario proteggersi sempre, anche da abbronzati, anche se si ha la pelle scura, perché i danni solari non riguardano soltanto il rischio di eritemi e scottature, ma anche fotoinvecchiamento (invecchiamento precoce causato dai raggi UVA) e danni cellulari che possono diventare permanenti, aumentando il rischio di sviluppare patologie molto gravi, come il melanoma.

Applicare la crema solare: quanta e come

Un errore molto frequente è applicare un quantitativo insufficiente di crema. Per rendere l’idea, se avete portato in vacanza un solo flacone per tutta la famiglia e al ritorno non è terminato, con molta probabilità ne avete applicata troppo poca. Il quantitativo giusto è stato stimato, per il corpo di un adulto, in circa 36 grammi, l’equivalente di 6 cucchiaini colmi o di una pallina da golf. Si può utilizzare lo stesso prodotto per tutto il corpo, ma esistono prodotti specifici per il viso che offrono caratteristiche come l’effetto opacizzante (per evitare la pelle troppo lucida) e che hanno particolare formulazioni che permettono di evitare quel fastidio agli occhi che molte creme provocano quando si suda o si fa il bagno. Per alcune zone molto delicate come naso, orecchie, labbra e per la copertura di piccole cicatrici e nei è possibile utilizzare prodotti in stick a protezione molto alta, che garantiscono un effetto molto coprente per la sicurezza di queste aree del corpo. Se si hanno tatuaggi recenti, esistono prodotti appositi in grado di offrire una protezione adeguata. Infine, non è detto che si debba utilizzare lo stesso prodotto per tutta la famiglia: la crema va scelta in base al proprio fototipo, cioè a quanto è chiara la pelle (ma anche al colore degli occhi e dei capelli). Il farmacista può aiutare nell’identificazione del prodotto solare più indicato.

La questione ambientale

È un tema di cui in passato si è parlato poco, ma che ora, data l’emergenza ambientale della plastica e delle microplastiche, non si può più ignorare. Le microplastiche sono micro particelle contenute in molti cosmetici, tra cui i solari, che finiscono nelle acque e nel mare causando danni all’ambiente marino e al suo ecosistema. L’industria cosmetica sta adeguando la produzione industriale (dal 2020 le microplastiche saranno bandite per legge) evitando l’uso di microplastiche e sostituendole con bioplastiche, cioè materiali ecocompatibili a basso impatto ambientale. I prodotti del futuro saranno realizzati con imballi in materiali organici e con formulazioni che limitino l’impatto verso le acque, la barriera corallina e tutto l’ecosistema.