Spezie, come e perché usarle in cucina

Ridurre il sale è un gesto utile per la salute. Ma rinunciare ai sapori può essere difficile e poco gratificante. Un aiuto arriva, allora, da spezie ed erbe aromatiche, che portano sapore, colore e fantasia sulle nostre tavole.

Il sale è l’ingrediente insaporitore per eccellenza nella tradizione gastronomica mediterranea. Eppure, sebbene sia fondamentale per la sua azione sugli impulsi nervosi e per la regolazione dell’equilibrio idro salino dell’organismo, si tende ad abusarne con risvolti non molto positivi per la salute, soprattutto perché il consumo eccessivo di sale può provocare patologie cardiovascolari anche gravi, al punto che l’Organizzazione mondiale della Sanità ha, tra i suoi obiettivi, una riduzione del suo consumo del 25%. La dose giornaliera di sale aggiunto non dovrebbe superare i 5 grammi, ma spesso si eccede, anche per via della sua presenza, talvolta occulta, in molti cibi conservati.

Questo vuol dire che per stare bene siamo condannati a mangiare cibi privi di sapore? Neanche per idea. Il primo metodo per evitare di incappare in alimenti troppo ricchi di sale e di mangiarli senza saperlo, è di limitare, quanto più possibile, i cibi pronti, preferendo gli ingredienti freschi, e di cucinarli personalmente. E poi, è bene sapere che in cucina esistono valide alternative all’uso del sale, per avere gusto senza rimetterci in salute e anzi, ricavandone anche qualche beneficio. Queste alternative sono le spezie, preziose fonti di proprietà salubri e di sapori, alcune molto familiari alla tradizione nostrana, altre che abbiamo “importato” facendole nostre. Vediamone alcune.

Spezie…di casa nostra

Uno dei re della nostra tavola, soprattutto di alcune tradizioni gastronomiche regionali, è il peperoncino. Ne esistono di diversi tipi e con diverse intensità di “pizzicore”, ma quel che è certo è che è un ottimo anticolesterolo e che svolge una preziosa azione antiossidante e decongestionante. Altra erba aromatica molto saporita e a noi assai nota è il rosmarino, che contiene sostanze utili a contrastare l’azione dei radicali liberi. Azione antiossidante anche per la salvia, conosciuta fin dall’antichità per le proprietà rilassanti e, grazie a un particolare enzima, per l’azione di aiuto alle capacità mnemoniche. Anche cannella, noce moscata e chiodi di garofano trovano ampio utilizzo nelle ricette nostrane: la prima ha proprietà antiossidanti ed è utile alla circolazione, oltre a essere benefica per il sistema immunitario. Infine, aiuta la digestione ed è ricca di sali minerali e vitamine la noce moscata, mentre i chiodi di garofano hanno proprietà analgesiche, antiossidanti e digestive, oltre a combattere l’alitosi.

Spezie esotiche in cucina

Potrebbe volerci del tempo per abituarsi ai loro sapori caratteristici e persistenti, ma molte spezie importate possono adattarsi molto bene anche ai nostri piatti. Per insaporire carne e patate, per esempio, un alleato perfetto è il cumino, di origine marocchina, che oltre a dare sapore favorisce la digestione e contribuisce a prevenire coliche e gonfiori addominali. Arriva invece dall’India la curcuma, un alleato per contrastare il colesterolo cattivo (LDL). Anche il curry, un composto di spezie diverse (tra cui cumino, cannella e curcuma), arriva dall’India: è un antiossidante che protegge lo stomaco e previene i reumatismi. Ultimamente riscoperto e molto usato, lo zenzero: questa radice ha spiccate proprietà antinfiammatorie, tanto da essere usata non soltanto per insaporire, ma anche per curare i sintomi da raffreddamento. Lontano parente dello zenzero è il cardamomo, una spezia molto nota alla medicina tradizionale orientale per contrastare disturbi digestivi, alitosi, ma anche problemi respiratori e asma. Il coriandolo, infine, è un’erba in foglie della famiglia del prezzemolo e dell’aneto dalle proprietà antibatteriche e digestive, in grado di stimolare il sistema nervoso e agire, quindi, contro la stanchezza.