Sportivi e vegetariani, una combinazione possibile?

Le proteine sono indispensabili per la salute del nostro organismo, a maggior ragione se si pratica molta attività fisica, perché apportano energia e contribuiscono al tono muscolare. Ma non arrivano solo dalla cerne. Ecco come conciliare scelta vegetariana e sport.

Cos’hanno in comune atleti come Carl Lewis, Martina Navratilova, Edwin Moses? Non solo aver raggiunto traguardi eccellenti nelle proprie discipline sportive, ma anche aver rinunciato alla carne. Come loro, sono molti gli atleti vegetariani o persino vegani che hanno compiuto questa scelta alimentare, a riprova che la carne non sia indispensabile nella dieta di uno sportivo. Scopriamo perché.

I motivi di una scelta

Prima di tutto c’è da dire che chi pratica regolarmente sport ha un approccio generalmente salutista alla propria alimentazione. Gli atleti sono più consapevoli del cibo ingerito perché sanno perfettamente che c’è una stretta correlazione tra ciò che si mangia e prestazione sportiva. La scelta vegetariana degli sportivi di solito nasce, quindi, per ragioni di salute e comporta, principalmente, rinuncia a carni rosse, insaccati, salumi, i meno indicati per chi presta attenzione a calorie e apporti energetici; a chi, cioè, desidera alimenti nutrienti ma leggeri.

Chi pratica sport, inoltre, mette in atto, ogni giorno, i valori del sacrificio, della rinuncia e della solidarietà, per esempio tra compagni di squadra ma anche con i colleghi. Chi non ha mai visto immagini di maratoneti che hanno sacrificato qualche secondo della propria prestazione sportiva per aiutare un amico, e potenziale rivale, in difficoltà a raggiungere il traguardo? Ecco, quindi, che anche la motivazione etica di non uccidere animali per nutrirsi incontra spesso le preferenze degli atleti.

Ci sono poi sensibilità ambientali, legate a una crescente consapevolezza delle condizioni del pianeta: allevamenti intensivi, soprattutto di bovini e suini, necessitano di quantitativi massicci di acqua, sono responsabili di disboscamenti e sono causa di importanti emissioni di Co2 e creano un grosso problema di sostenibilità ambientale con cui i nostri figli dovranno sicuramente fare i conti.

L’apporto delle proteine

Ma al di là delle motivazioni individuali, è davvero possibile e sano, per uno sportivo, rinunciare alla carne? La risposta è affermativa, con la precisazione che, se lo sport è ad alto livello, gli atleti vegetariani dovrebbero sottoporsi a qualche controllo dei valori ematici soprattutto a fronte di un eventuale calo delle prestazioni o di eccessiva stanchezza, per considerare la possibilità di un’integrazione alimentare. Quello vegetariano è, infatti, un regime alimentare completo in grado di fornire il giusto apporto proteico: latte e latticini, uova, legumi, frutta secca, quinoa, soia e derivati possono apportare le proteine necessarie e il ferro può essere assunto tramite diversi ortaggi e si assorbe meglio se accompagnato da vitamina C.

Ricapitolando: al di là delle motivazioni (salutistiche, etiche, ambientali o culturali) la dieta vegetariana è una dieta sana che può essere tranquillamente adottata da chi pratica sport, anche a livello professionale. Questi ultimi dovranno, naturalmente, prestare molta attenzione a mantenere bilanciato l’apporto di nutrienti fondamentali come le proteine e il ferro, sottoponendosi a esami nel caso in cui si avverta particolare stanchezza e quest’ultimo minerale risulti, per esempio, un po’ carente.