Un cavallo per amico

Fin dall’antichità compagno fedele dell’uomo per i suoi spostamenti, per la caccia o le battaglie, il cavallo è oggi un animale molto amato da appassionati di equitazione, per gare ed escursioni. Forse non tutti sanno, però, che la piacevole compagnia del cavallo può avere un ruolo importante anche nel risolvere alcuni problemi psicologici o di relazione propri dell’essere umano.

Questa particolare funzione del cavallo prende il nome di ippoterapia (dal greco “cura attraverso il cavallo”), o equitazione a scopo terapeutico, ed è un insieme di tecniche che mettono al centro proprio la relazione del cavallo con bambini e adulti per migliorare il loro stato di benessere.

L’ippoterapia ha origini antiche: ne parla già Ippocrate, considerato il padre della medicina, nel 400 a.C., ma come disciplina ha iniziato a diffondersi dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, soprattutto nel nord Europa, dove venivano svolti programmi di riabilitazione che prevedevano l’impiego di questo animale. Nel nostro Paese l’ippoterapia arriva negli anni Settanta, assumendo un ruolo sempre più importante nell’ambito della “pet therapy” (la terapia che prevede l’uso di animali da compagnia).

L’ippoterapia è riconosciuta anche dal Ministero della Salute, nell’ambito delle sue Linee Guida per l’Intervento Assistito con gli Animali. La terapia con il cavallo interviene nella relazione tra uomo e cavallo sia a livello neuro-motorio, sia neuro-psicologico e offre molti i benefici: stimola l’autostima, sviluppa l’attenzione e lo spirito di osservazione e contribuisce a consolidare tutti gli strumenti propri delle relazioni affettive. Svolge, inoltre un ruolo importante anche nelle riabilitazioni psicofisiche a seguito di incidenti o infortuni sul lavoro.