Un figlio a 40 anni

L’età della prima gravidanza, per le donne occidentali e in particolare italiane, si sta alzando. Una necessità, più che una scelta, ma anche un’occasione per affrontarla con la giusta maturità.

Sempre più donne posticipano la maternità, al punto che in Italia, secondo l’Istat, le primipare con più di i 40 anni superano le under 25. Un trend in crescita, correlato al calo della natalità: spesso il figlio partorito in tarda età resta anche l’unico. Le motivazioni sono tante e complesse, e hanno a che fare con il raggiungimento della necessaria stabilità economica e affettiva in età più avanzata, con la necessità di scegliere tra carriera e figli e con la preoccupazione che un figlio possa peggiorare il tenore di vita o imporre troppe rinunce. Insomma un figlio oggi è sempre più come una scelta “matura” da pianificare in maniera ponderata.

Cosa dice la natura

La natura, però, aveva previsto che le cose andassero diversamente. Il momento in cui, al giorno d’oggi, si incomincia a pensare alla possibilità di un figlio, cioè intorno ai 35 anni, coincide, dal punto di vista fisiologico, con il calo della fertilità e con l’aumento del rischio di aborto spontaneo e di anomalie cromosomiche. Con l’avanzare dell’età cresce anche, per la madre, il rischio di soffrire di disturbi come diabete gestazionale, pressione alta e obesità, tutti fattori che possono causare complicazioni alla gravidanza. Per le over 40, inoltre, è più facile andare incontro a parto prematuro o basso peso alla nascita, rischio che aumenta in maniera esponenziale dopo i 45 anni.

Prevenire i rischi

Nonostante ciò, una gravidanza a 40 anni e oltre non solo è possibile, ma sempre più frequente. E oggi, grazie alla ricerca e alla prevenzione, può essere vissuta in serenità. L’importante è affidarsi al ruolo consulenziale del ginecologo già prima del concepimento, così da avere tutte le indicazioni sia sulle analisi, sia per attuare la giusta prevenzione: dal controllo dell’alimentazione al (moderato) esercizio fisico, dallo stop al fumo a quello dell’alcol fino alla supplementazione, come quella con acido folico per prevenire le malformazioni del tubo neurale.