Veg, la passione è verde

I regimi alimentari vegetariani e vegani incontrano sempre maggiori consensi. Ma è una scelta “di moda” o di salute? Benefici e rischi di questi tipi di diete.

Oggi si parla sempre più spesso di alimentazione “veg”.  Vegetariani e vegani sono circa il 7,6% della popolazione (dati Eurispes 2017) e sono in crescita. A concorrere a questo dato sono sia la tendenza del momento, sia un’aumentata sensibilità verso tematiche etiche e ambientali. Il tema è molto caldo perché chi assume posizioni radicali, in un senso o nell’altro, si dimostra spesso poco tollerante e disposto ad accettare la scelta altrui. Cerchiamo però, al di là delle posizioni ideologiche, di capire i pro e i contro di questi due regimi alimentari: vegetariano e vegano.

Si definisce vegetariana un’alimentazione che esclude la carne e i suoi derivati (come salumi e insaccati) e il pesce (anche se esiste una piccola quantità di vegetariani che scelgono di cibarsi ugualmente di pesce). Vegano è, invece, chi esclude dalla propria alimentazione qualsiasi ingrediente di origine animale: al bando, quindi, anche latte, latticini, formaggi, uova e tutto ciò che contiene anche minime quantità di questi ingredienti (torte, pasta all’uovo, gelati, pizza etc). La scelta è dettata, come abbiamo detto, da ragioni etiche, ma anche salutistiche e, come tendenza più recente, dalla volontà di salvaguardare il pianeta che non sarà più in grado (si stima entro il 2050) di sopportare le conseguenze sull’ambiente degli allevamenti intensivi. Quello che appare evidente, al di là delle motivazioni individuali, soggettive, e quelle ambientali, oggettive, è che, se un maggiore consumo di frutta e verdura, a scapito di carni rosse, formaggi o insaccati, è certamente salutare, l’esclusione dal regime alimentare di alcune categorie di cibi può provocare alcune carenze. Soprattutto se non si sostituiscono le proteine animali con una giusta dose di proteine vegetali, fornite, prevalentemente, dai legumi.

Le principali carenze

Le principali carenze nutrizionali riguardano la dieta vegana e sono quella di proteine, di alcuni minerali (ferro, calcio, zinco) e di determinate vitamine (vitamina D, e, soprattutto, la vitamina B12). Quest’ultima carenza è particolarmente rilevante perché la vitamina D influisce su importanti processi chimici che avvengono nell’organismo e che determinano il buon funzionamento del sistema nervoso e la maturazione dei globuli rossi.

Come in tutti i casi in cui si scelga di escludere alcuni alimenti dalla propria dieta, quindi, è bene evitare il fai da te. Se una riduzione del consumo di carne è fortemente raccomandata per tutti, un’esclusione totale delle proteine animali di ogni tipo è una scelta possibile a patto che ciò avvenga con la consulenza e il supporto di un professionista della nutrizione. Solo una figura esperta e qualificata potrà, infatti, accompagnare nelle scelte alimentari in modo consapevole, evidenziando i rischi in base alle caratteristiche dell’individuo e proponendo regimi alimentari personalizzati, fornendo, inoltre, indicazioni per un’eventuale integrazione.  Insomma, come spesso accade, non esiste una scelta giusta o sbagliata in assoluto, perché la scelta migliore è quella dettata dalla conoscenza, condita con un po’ di buon senso.